Nonostante questa natura ancora in formazione, il Bocia è anche un opera provocatoria. Simboleggia l’audacia e la ribellione tipica dell’ adolescenza, ponendosi come una critica alla società che spesso giudica i giovani come irriverenti, senza comprendere che quel gesto è parte del loro processo di affermazione nel mondo.
BOCIA
Il significato dietro il nome
“Bocia” è un termine dialettale del Nord Italia, significa principalmente ragazzo, bambino giovane. E’ spesso usato con affetto o in senso gergale per indicare un garzone o un apprendista. L’opera diventa il protagonista di una narrazione che va oltre l’età anagrafica.
“Il corpo si rannicchia, si protegge, ma allo stesso tempo risponde con un gesto iconico, rivendicando il proprio spazio e la propria voce.”
SGROSSATURA e VOLUMI
La sbozzatura è la fase iniziale in cui la scultura prende forma , si elimina il materiale in eccesso per definire i volumi principali e le proporzioni generali. Si utilizzano strumenti più robusti, come scalpelli e frese diamantate. Una volta raggiunta una struttura coerente, si passa alla finitura a mano, dove il lavoro diventa più lento e preciso. Qui emergono i dettagli: superfici levigate, linee pulite e texture volute. Si impiegano raspe, lime e carta abrasiva per affinare ogni passaggio, fino a ottenere l’effetto desiderato.
“COME L’ARGILLA”
Osservando la superficie della scultura, noterete una scelta stilistica precisa: la finitura richiama volutamente lo stile della modellazione con argilla. Il Bocia (bambino) appare appena sbozzato, con i segni del “tocco” ancora visibili. E’ una creatura “da formare”, proprio come un neonato. E’ un’opera ancora aperta, un essere umano tutto da inventare.
